Il carnevale

Rio de Janeiro e i Cariocas
Rio de Janeiro, la mia città di cui sono innamorato È difficile trovare una città più bella di Rio de Janeiro e gente più espansiva, musicale ed appassionata dei suoi cittadini, i cariocas.
Se si va a Rio durante il carnevale si conosce una città ma non la «città». Chi desidera vedere il vero carnevale deve andare a Rio e chi desidera vedere la vera Rio non deve andare durante il carnevale. Rio è totalmente diversa durante il periodo che precede il carnevale.
E una città tentazione per gli innamorati, una città provocazione per chi ama «vivere», una città che il sole scalda e riscalda senza discontinuità. Rio è una città meravigliosa che non può cessare di esistere.
Una vecchia canzone brasiliana definisce il Brasile terra adorata. Ed è così.
La gente brasiliana adora la sua terra, chi va per qualche settimana fa altrettanto. Forse ecco perché in Brasile non si va mai una volta sola. Ma si «volta». Cioè si torna.
Ai cariocas, per essere felici, basta alzare gli occhi al cielo, dove le braccia protese del Redentore proteggono la baia dall'alto del Corcovado ed osservare le traiettorie infuocate del sole che si riverberano sul mare e sulle spiagge.
D'altra parte, Cristo non è crocefisso. Egli è carioca e tiene le grandi braccia aperte per abbracciare chi arriva a Rio.
La folla è sempre gaia, sorridente e pronta a ridere alla prima occasione che si presenta.
Il volto più noto di Rio de Janeiro? Quello della gioia, della musica, del samba, dell'amore senza problemi e delle splendide ragazze carioca dai corpi perfetti. Ed
è proprio il corpo uno dei protagonisti della vita a Rio. Una canzone di Vinicius de Moraes dice: «è difficile resistere alla bella ragazza di Ipanema che passa dondolando il suo corpo».
Comunque quando camminano, sambano e non si può non notare l'esuberanza e la sensualità. E la musica passa per il loro corpo, le loro vene.
1 brasiliani si muovono come in un sogno eterno, un fiume di gioia interminabile, uno stato d'animo che contagia e che forse non trova spiegazioni razionali. Jorge Amado sostiene che la realtà brasiliana non è spiegabile in termini di logica, poiché è costruita di pura magia. E sembra misteriosa e magica quella
felicità itinerante che si diffonde veloce e pittoresca, perfino nei quartieri più poveri dove basta il suono di un tamburino per creare nelle strade spontanei grumi di gioia.
1 corpi cominciano ad ondeggiare con estasi sensuale, i passanti si accodano, le macchine si fermano e inizia un «carnevale».
Il carnevale
Carnevale è sinonimo di Brasile, magnifico paravento di un paese ignorato e osannato. Ogni angolo dei Brasile vive quei giorni a modo suo, secondo l'impronta lasciata da usanze portoghesi.
Il mito del carnevale è l'enorme esplosione di follia. Agli inizi del Novecento il Barone do Rio Branco diceva: «in Brasile ci sono due cose organizzate: il disordine e il carnevale».
E senza volerlo dava alla festa una delle immagini più stimolanti: una festa in trasformazione continua, ricca di tradizione folclorica, disponibile a qualunque metamorfosi pur di divenire ogni anno più felice e più indimenticabile.
Durante i quattro giorni dei carnevale in questo
quadro eccezionale, tutti i carioca pieni di gioia, di esuberanza, di allegria perdono la testa per il samba e nasce la più fantastica festa, la più grande possibile, lo spettacolo degli spettacoli, semplicemente per il loro piacere.
La follia collettiva che dura novantasei ore travolge le leggi della povertà abbattendo ogni censura ed etichetta di un paese più conservatore di quanto non si pensi.
Afferma la momentanea liberazione dei poveri che scendono dalle favelas e prendono possesso della città sotto spoglia lussuose, vivi delle proprie lontane origini e uniti in una scintillante corte che nomina per quattro giorni Bacco, Eros e Venere sovrani incontrastati.
La settimana prima dei carnevale finiscono tutte le crisi, spariscono tutti i problemi e soprattutto svanisce la tristezza. Inizia il più grande spettacolo del pianeta TERRA: il carnevale. E il vero ritmo del carnevale di Rio è il samba. Per il samba occorre un retroterra culturale che è fatta di schiavitù, di sangue africano, di colonizzazioni portoghesi. Quindi in poche parole il sarnba occorre lasciarlo ai brasiliani. Non bisogna dimenticare che il sarnba è un modo di vita, non soltanto un ballo. Sambate, sambate fino a non poterne più ordina ogni anno alla folla Re Momo, un gigante di 220 chili, dopo che il Sindaco gli ha consegnato le chiavi della città, dando ufficialmente inizio al carnevale.
Quando il prefetto consegna le chiavi della città a Re Momo - apertura ufficiale del carnevale - una persona molto attenta seguirà ogni gesto.
Figura tipica e conosciuta da tutti, Josè Geraldo de Jesus, chiamato il CANDANGO, baiano 70 anni di età ma uno spirito da ragazzino, da più di 15 anni vigila sulle chiavi della città che custodisce con molto cura nel suo appartamento tra casse di birra.
t conosciuto da tutti i sambisti per vari motivi: per la sua capacità di bere enormi quantità di birra, per la severità con la quale tratta chiunque egli giudichi un inconveniente durante la sfilata e principalmente perché è molto geloso delle «sue chiavi».

Spettacolo Brasiliano con la Scuola di Samba O Grito da Favela
Palazzo Granaio Settimo Milanese Milano 2003

Spettacolo Brasiliano con la Scuola di Samba O Grito da Favela
Palazzo Granaio Settimo Milanese Milano 2003
Le scuole di samba
Il momento più importante del carnevale è rappresentato dalla sfilata delle scuole di samba.
La scuola di samba è una associazione ricreativa dove gli abitanti del rione o della favela si riuniscono generalmente nei fine settimana per suonare, cantare e danzare samba. Chiaramente lo scopo principale è effettuare le prove della sfilata divulgando la musica, alienando i sambisti e intonando la batteria.
Le scuole sono nate nelle borgate popolari e sono cresciute sino a contare migliaia di iscritti. Come nel calcio sono centinaia le scuole, gestite da privati, che concorrono in gironi diversi.
Ogni anno, a seconda del punteggio ottenuto, alcune sono promosse alla categoria superiore o retrocesse. Ma attenzione il samba non si apprende alla scuola! Le scuole di samba, contrariamente al loro nome, sono nate come detto per raccontare una storia sfilando, cantando e sambando.
Le scuole impongono una disciplina che solo pochi accettano. A tre anni i bambini iniziano a ballare. Ovunque. Sulle spiagge, per le strade. E quasi una necessità dei più poveri.
Del resto in Brasile il samba è molto più popolare del calcio. Ballando a ritmo del samba, ci si sente bene,
più liberi, allegri, senza problemi. 1 più dotati vengono ammessi alle scuole di samba. Sentire il ritmo, avere una certa classe, ma soprattutto tanta sensualità.
Le scuole di samba di solito hanno per sede un grande capannone.
1 preparativi per la sfilata cominciano quasi un anno prima. Al centro del locale c'è una pista recintata
sulla quale si muovono i ballerini. Su una impalcatura laterale la «bateria» con i cantanti. Intorno alla pista sono disposti i palchi per le autorità della scuola e i tavolini per i soci e gli invitati. L'ambiente è presto saturo di musica: ballerini, musicisti, dirigenti e pubblico si muovono ritmicamente in una babele caleidoscopica.
1 passistas (ballerini solisti) realizzano coreografie sorprendenti, un misto di danza classica e di acrobazie.
Le baiane, negre grasse e sudate, di una incredibile agilità, si muovono all'unisono suscitando l'impressione di una onda umana.
Niente orge: l'evento è di una moralità severa, da liturgia fondamentalista.
Comunque è una maratona di danza estenuante: per tutto l'anno migliaia e migliaia di aitanti giovani e belle ragazze faticano nelle varie scuole di samba per muovere il corpo in tempi sempre più ritmati alla ricerca del «samba dell'anno».
La concorrenza tra le scuole di samba è molto viva, talvolta esasperata. E questo il motivo del coinvolgimento di professionisti nel samba, dell'allestimento dei carri, nella composizione delle canzoni. Lo spettacolo deve essere un modello di efficienza e di perfezione esecutiva.
La grande sfilata, attesa da tutta la città, da tutto il continente brasiliano per un lungo, interminabile anno si celebra a metà delle meravigliose 96 ore del Carnevale. Ma già nei giorni precedenti tutta Rio è attraversata dalla febbre tropicale, irresistibile e magica della festa «carnavalesca» più famosa dei mondo. Una festa nel corso della quale due interpretazioni sociologiche di segno opposto vogliono che tutti i brasiliani e non, si alienino dai loro problemi di ogni giorno.
Quello che è certo è che i brasiliani ritrovano nel loro carnevale i segni antichi e preziosi della loro tradizione musicale e ritmica, della loro utopia di liberazione, della tenace ma implacabile «saudade», quel complesso sentimento tipicamente carioca fatto di nostalgia, rimpianto, malinconia e chissà cos'altro ancora.
Il pubblico brasiliano che assiste alla sfilata è un grande intenditore tanto che spesso il giudizio che manifesta coincide con quello della giuria.
La folla quando ritiene che la scuola sarà vincitrice grida «jà ganhou» (ha già vinto) o «è campeã» (è campione).
Bateria (Batteria)
La «bateria» è il cuore, l'anima, la base della scuola, la vera e unica orchestra sinfonica popolare. È composta unicamente da strumenti a percussione.
I percussionisti - da 300 a 400 - fanno un fracasso immenso con una precisione immensa. Dalla sua esibizione può dipendere il successo della scuola; una buona batteria con ritmo perfetto entusiasma tutti, l'armonia aumenta e la sfilata diventa più facile.
Trascina e infiamma anche il pubblico che non riesce a stare fermo.
Far parte della batteria significa ricevere dal direttore uno strumento musicale da provare durante tutto l'anno. E non tutti sfileranno! In quanto i criteri di selezione sono molti rigidi.
Non servono raccomandazioni: farà parte della batteria solamente chi mostra abilità e resistenza per mantenere il ritmo durante tutta la sfilata.
La giuria valuta esclusivamente la cadenza ritmica e quindi l'attenzione è rivolta al ritmo. Ed è per questo che il direttore della batteria è munito di un fischietto e di un bastone onde poter «battere» il ritmo ma anche di orecchie sensibilissime.
Fischietto e bastone servono anche per provocare l'effetto più entusiasmante cioè il momento in cui il direttore ferma tutti gli strumenti della batteria e dopo li fa riprendere a suonare. Non è semplice e facile dirigere questa massa di percussionisti.
Si dice che la batteria è la molla più importante del samba e della scuola: senza di essa non c'è samba, non c'è scuola e neanche carnevale!