Storia della Capoeira

1 - Gli Schiavi Africani in Brasile

Dalla fine del XVI sec., quando arrivarono le prime navi negriere, fino al 1850, data della fine legale del traffico degli schiavi ( legge di Eusebio de Queiroz), in Brasile furono deportati, secondo le stime ufficiali, più di tre milioni e mezzo di schiavi.

I primi schiavi provenivano dalla Guinea Portoghese che, a quell'epoca, si estendeva più o meno dal Senegal fino all'attuale Sierra Leone.
Gli schiavi, appartenenti per lo più alle tribù dei Fulahs e Mandingas, furono deportati per lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero, principalmente a Bahia e Pernambuco.

Nel XVII sec., quando il Portogallo iniziò la conquista e la colonizzazione della regione amazzonica, affluì altri schiavi provenienti dalla Guinea portoghese e dall'Angola che divenne il principale fornitore di mano d'opera schiava. Dall'Angola e dal Congo furono portati schiavi di lingua banto e di diverse etnie: Coçajes, Benguelas, Muxicongos, Rebolose Cambindas.

Anche nel XVIII secolo, la regione a nord del Golfo di Guinea fornì ai trafficanti di schiavi una mano d'opera per le miniere, precisamente le tribù: Nagôs, Jejes, Gás, Texis, Fantis e Ashantis.

Sotto l'influenza islamica furono portati dall'interno della regione del Sudan Orientale Hauças, Kanuris, Tapas, Gruncis e nuovamente dalla Guinea Portoghese, Fulhas, Mandingas e Mandês. Sbarcavano a Bahia che deteneva, a quell'epoca, il monopolio del commercio degli schiavi come quelli provenienti dalla Costa di Mina. Essi venivano in seguito trasferiti nella parte interna del paese, Minas Gerais, nelle regioni delle lavorazioni d'oro e diamanti. L'ubicazione iniziale degli schiavi si modificò accentuatamente con lo sviluppo economico e politico del Brasile. E furono, principalmente, i cicli economici - dello zucchero, dell'oro, del caffè - i responsabili delle migrazioni "interne", che, sommate alle condizioni della schiavitù, ridondarono nella mescolanza delle differenti razze e tradizioni tribali, formando una vera e propria fusione sia culturale che fisica. Le miniere accolsero tutte le braccia schiave oziose dalle piantagioni di canna da zucchero. Quando il ciclo dell'oro entrò in decadenza, molti degli schiavi da Costa di Mina (Sudan Occidentale) furono venduti a Bahia, Pernambuco e Maranhão; altri furono venduti per le piantagioni di caffè e cotone, e per le fattorie di bestiame a sud del paese. Le città iniziarono a popolarsi d'elementi di tutte le etnie, che facevano parte della servitù dei signori, che erano "affittati" ad altri privati, o che lavoravano per conto proprio o in attività di tipo industriale. Gli schiavi provenienti dall'Africa, si univano ogni volta di più; "creolo", così è chiamato il negro nato e cresciuto in Brasile. Il traffico negriero permise così lo scambio culturale, linguistico e religioso tra schiavi ed ex- schiavi, tra africani e creoli.

La schiavitù, rompendo i legami familiari, mescolò razze e culture, seguendo gli interessi economici dei mercanti e dei signori degli schiavi

2 - Capoeira: Significato e sopravvivenza

La capoeira nasce dal ricordo delle tradizioni, della religione, dei giochi, e dal bisogno, di sopravvivere, di difendersi e di lottare per la propria libertà. Agli schiavi era proibito praticare qualunque tipo di lotta, questi allora crearono una forma di difesa personale acrobatica e la armonizzarono con la musica e con i canti. Quando la schiavitù fu abolita, la capoeira era ormai una componente fondamentale della cultura brasiliana e si preparava ad essere conosciuta in tutto il mondo. Per noi oggi capoeira è musica, arte, lotta, danza, gioco e creatività.

3 - Sintesi Storica

Quanto all'origine, si è discusso molto su due valide ipotesi: la prima affermava che la Capoeira arrivò in Brasile portata dagli schiavi, la seconda, invece, considerava la Capoeira come un'invenzione degli schiavi in Brasile. Oggi l'ipotesi accettata da quasi tutti gli studiosi è che la Capoeira nacque in Brasile come strumento di lotta per la libertà. I movimenti di danza e di rituali tribali degli africani formarono il suo substrato estetico- gestuale. La resistenza dei Quilombos nel nord-est del Brasile illustrò una delle più significanti pagine della Capoeira. Nel XVII secolo, durante l'invasione olandese, approfittando della confusione che si creò, migliaia di schiavi iniziarono a scappare dai loro signori. Tutti i negri che erano abili nella pratica della Capoeira, alla prima opportunità, si vendicavano dei loro sorveglianti, se rimanevano in vita, fuggivano nella foresta formando dei rifugi che chiamarono "Quilombos". Storicamente, il più famoso fu il "Quilombo dos Palmares", situato nella Serra da Barriga in Alagoas. Con l'estinzione di Palmares e dell'abolizione della schiavitù, la Capoeira uscì allo scoperto e fu chiaramente praticata come ricorso d'attacco e difesa. Fu così che gli uomini iniziarono a ricevere insegnamenti da altri uomini che avevano visto e praticato. Nelle città, principalmente in quelle di Rio de Janeiro e Salvador, gli adepti della Capoeira, noti per le loro gesta, creavano così infallibili simulazioni di lotta e danza, non sempre positive. Comincia qui la diffusione della Capoeira in quanto attività associata al popolo di strada.
Il XIX sec. segnò il culmine della Capoeira. Infatti, con la proclamazione della repubblica, quando sorsero gli interessi elettorali, le forze politiche, prima, contribuirono alla sua introduzione e al suo sviluppo nella società, e dopo ne provocarono il suo degradamento.
Proclamata la repubblica iniziò una nuova fase di persecuzione della Capoeira. Di conseguenza fu inserito nel Codice Penale Brasiliano, il Decreto n. 487 dell'11 ottobre 1890 che stabilisce, nel XIII capitolo che tratta di "popolo di strada e Capoeira", il proibizionismo della pratica della Capoeira stabilendo, in caso di mancato rispetto, sanzioni penali."

L'inizio del XX secolo fu caratterizzato dal reclutamento dei capoeristi; i nuovi interessi politici in gioco concorsero a far sì che i più importanti capoeristi divenissero capi elettorali, sicari o segretari delle grandi figure politiche per svolgere "lavori sporchi".

Nel 1932 un uomo nato in Salvador, il 23/11/1900, e morto in Goiânia il 05/02/1974, fu il pioniere dell'ufficializzazione per il Governo, della prima scuola di Capoeira. In seguito, nel 1937 la Pubblica Istruzione rilasciò un registro ufficiale che qualificava il suo corso di Capoeira come corso d'educazione fisica. Si tratta di Manuel dos Reis Machado, più conosciuto come il maestro Bimba.
Il 26/12/1972 la Capoeira fu dichiarata dal Ministero dell'Educazione e Cultura come modalità sportiva.

Nel 1985, la Capoeira fu introdotta nei giochi studenteschi brasiliani come sport e cultura, incentivando gli alunni alla ricerca, alla creatività e alla musica, valorizzando la Capoeira come un'ATTIVITA' EDUCATIVA. Da allora non ha mai smesso di crescere.
Attualmente la Capoeira è riconosciuta dal C.O.B. (Comitato Olimpico Brasiliano) come Sport Nazionale Olimpico. La Capoeira è inserita in vari curriculum delle università e scuole di tutto il paese. Si pratica già in altri 140 paesi.